Il Comune di Parigi vince l’ultimo ricorso contro Airbnb

Giovedì scorso il Comune di Parigi ha vinto un’ultima sfida giudiziaria per imporre le regole che finalmente limiteranno l’uso di immobili privati per gli affitti turistici, una vittoria che probabilmente incoraggerà altre città europee a seguire lo stesso percorso.

La più alta corte Francese, la Corte di Cassazione, ha stabilito che i regolamenti introdotti per contrastare gli effetti di Airbnb e di altre piattaforme similari erano “proporzionate” ed in linea con la legge Europea.

“Vittoria totale per la città di Parigi contro Airbnb e contro chi affitta illegalmente su queste piattaforme”, ha scritto su Twitter il vicesindaco Ian Brossat, responsabile degli alloggi, dicendo che sono finiti cinque lunghi anni anni di battaglie giudiziarie

Anche la massima Corte Europea, la Corte di Giustizia Europea, si era pronunciata a favore di Parigi lo scorso settembre, ma aveva chiesto ai tribunali Francesi di valutare alcune delle specificità dei regolamenti.

Con l’obiettivo di affrontare la carenza di alloggi, le autorità della città di Parigi hanno reso obbligatoria la registrazione fiscale per i proprietari di appartamenti e hanno limitato ad un massimo di 120 giorni all’anno la possibilità di affittare la loro residenza principale.

Le regole per i proprietari sono molto più restrittive

Secondo le regole del Comune di Parigi per affittare una proprietà per meno di un anno ai turisti, i proprietari devono in prima battuta richiedere alle autorità locali il cambio d’uso dell’immobile e successivamente acquistare un immobile commerciale di dimensioni equivalenti o maggiori e convertirlo in alloggi a titolo di risarcimento, un processo sicuramente oneroso che può richiedere delle tempistiche davvero lunghe.

Tutti questi elementi, compreso il meccanismo di risarcimento, sono stati dichiarati legali giovedì.

Questa sentenza rimette in moto tutte le azioni legali contro più di 420 proprietari che erano stati multati, in media di 50.000 euro ciascuno, per aver infranto queste regole.

Parigi è stata tra le città Europee in prima linea negli sforzi per limitare l’effetto di Airbnb sul mercato degli affitti residenziali e questa è una vittoria significativa che probabilmente spingerà verso azioni legali simili, altre città che nei trascorsi 10 anni hanno cercato in tutti i modi di fermare l’avanzata del fenomeno Airbnb.

Vedremo azioni legali di questo tipo anche in Italia? Fateci sapere la vostra opinione

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